L’affermazione netta di Barack Obama alle elezioni presidenziali statunitensi non è solo la vittoria di un uomo nero, di quarantasette anni, che è riuscito a sconfiggere un razzismo strisciante che ha permeato per tanto tempo, troppo, la società nord americana. Essa è anche e soprattutto la vittoria di un’idea diversa della politica. L’affermazione di un progetto politico che investe sul futuro chiedendo agli statunitensi di cambiare, tutti insieme, nessuno escluso. Un progetto di società inclusiva che non dimentica i meno fortunati. Un forte investimento sulla formazione e sulla scolarizzazione del Paese, la rifondazione di un sistema sanitario nazionale, un nuovo welfare. Una politica economica davvero redistributiva che si preoccupa di abbassare la tassazione per le classi mediobasse sia per far fronte ai problemi di sopravvivenza di milioni di cittadini che per rilanciare i consumi, una delle poche ricette per far fronte alla grande crisi economica e finanziaria che appare come la più spietata dopo quella del ‘29. E’ l’idea di un popolo che fugge da otto anni di politiche ispirate ad un modello di società chiusa. Un popolo che sceglie di uscire dall’isolamento, dall’arroccamento, per far fronte ai problemi legati allo sviluppo disomogeneo del Paese. Dalla paura alla speranza si è più volte detto. Proprio così! Uscire dalla gabbia di una società ripegata su se stessa e sui suoi tanti egoismi. Il passaggio ad un modello economico attento e rispettoso dell’ambiente che propone un programma di sviluppo sostenibile ed un massiccio investimento sulle energie alternative e riconvertibili. Il rilancio di una politica estera multipolare in luogo della pura e semplice politica militare rivelatasi peraltro inefficace a risolvere sia il problema della crisi medio orientale che quello del terrorismo internazionale. Fiducia nel futuro, speranza, in luogo dalla paura, HOPE! Speriamo che il vento del cambiamento possa soffiare anche sulla cara e vecchia Europa in preda ad una profonda crisi di sistema che è culturale e sociale prima ancora che economica. CHANGE CAN HAPPEN!
Il discorso di Obama a Chicago