Il Governo italiano, in sede di esame del disegno di legge n. 180 (Disposizioni urgenti per il diritto allo studio, la valorizzazione del merito e la qualità del sistema universitario e della ricerca), ha accolto, come raccomandazione, un mio ordine del giorno che lo impegna a continuare la politica già avviata dal governo Prodi in materia di riduzione delle Università telematiche. Il fenomeno delle università telematiche è assai preoccupante. Ad oggi sono ben undici quelle operanti nel nostro Paese. La maggior parte di esse sono state autorizzate dall´ex ministro Letizia Moratti quando l’allora Governo Berlusconi aveva già perso le elezioni e si stava per insediare il nuovo Governo Prodi. Secondo gli ultimi dati del ministero, gli iscritti alle università telematiche sono 13mila, il doppio rispetto all´anno scorso. Una crescita esponenziale che allarma anche i rettori. Il Governo Prodi aveva predisposto un “pacchetto serenità” che, tra l’altro, prevedeva un decreto per la ridefinizione dei requisiti minimi degli atenei telematici. Tale decreto, approvato dal consiglio dei ministri, era al vaglio del Consiglio di Stato per il visto definitivo quando, caduto il governo Prodi, non se ne fece più nulla. Seguiremo con attenzione i comportamenti della Ministra Gelmini per far sì che questo impegno sia rispettato dando seguito al lavoro svolto dai Ministri di centrosinistra Mussi e Nicolais. Si tratterebbe di una sorta di “pentimento operoso” della destra che porrebbe un primo rimedio all’operato dell’oggi Sindaco di Milano Letizia Moratti.