Alcuni chiarimenti sul mio voto di astensione in merito alla “mozione Cosentino”. Premetto che la stessa vedeva come primo firmatario il capogruppo del PD Antonello Soro. La mia scelta quindi è da considerarsi in dissociazione con quella del gruppo e me ne assumo ogni responsabilità personale e politica. I motivi che mi hanno indotto a tale scelta sono i seguenti: 1) Un mese fa il mio gruppo mi ha chiesto di rigettare, in nome del c.d. garantismo sancito dalla nostra Costituzione e riassumibile nel principio di non colpevolezza fino all’ultimo grado di giudizio, la richiesta di custodia cautelare che l’A.G. aveva avanzato nei confronti di un parlamentare del mio gruppo. Per me accedere a tale indicazione è stata una vera e propria violenza perché, senza entrare nel merito della richiesta medesima, ritengo non sia giusto farsi scudo con il mandato parlamentare per difendersi da accuse degli inquirenti, anche quando queste palesemente infondate. In quel caso ho obbedito. Dopo poco più di un mese inversione di rotta a 180 gradi con richiesta del Gruppo di dimissioni per un sottosegretario che ad oggi non ha ricevuto alcuna informazione di garanzia, nonostante si indaghi sul suo conto da quasi due anni. In poche parole garantisti con gli amici, giustizialisti con gli avversari! 2) Ho ritenuto errata la presentazione di una mozione che, contrariamente a quanto sostenuto da L’Espresso, sarebbe stata in ogni caso bocciata dando al presunto camorrista la legittimazione di un’aula Parlamentare. Mi assumo fino in fondo la responsabilità di tale scelta e mi auguro che quanto prima la magistratura possa fare chiarezza su ogni eventuale responsabilità del Cosentino, così come di tutti gli altri parlamentari eventualmente coinvolti in indagini penali.