In occasione della prossima seduta del Cipe, i deputati del Parlamento italiano
Premesso
che il 1° agosto 2008 fu firmato il 1° Atto integrativo della Intesa generale quadro del 18 dicembre 2001;
che all’art.1 di detto Atto integrativo si dice “In considerazione dell’inserimento nei contratti di programma di FS Spa e nell’Allegato Infrastrutture del DPEF 2009-2013 e della risoluzione approvata all’unanimità dalla IX Commissione Trasporti della Camera dei Deputati nella seduta del 26.06.2008, detto intervento merita il riconoscimento di intervento strategico di primario interesse nazionale, per cui le Parti decidono che sarà inserito tra gli interventi della Legge n.443 del 21 dicembre 2001 il potenziamento e la velocizzazione della linea ferroviaria Napoli-Bari con le caratteristiche di linea ad alta capacità.
Chiedono
che nella prima seduta utile del CIPE vengano inseriti nell’ordine del giorno la discussione, l’aggiornamento e l’approvazione del Contratto di programma tra Stato e Ferrovie dello Stato.
In tale Contratto di programma è infatti previsto il finanziamento del progetto definitivo e del primo lotto del progetto di riqualificazione e sviluppo della linea ad Alta capacità ferroviaria Napoli-Bari.
In aprile il Ministro Matteoli ha annunciato che le risorse per far partire il progetto con il finanziamento di una prima tratta per 1,3 miliardi di euro, erano già disponibili. Il miliardo e trecento milioni di euro garantiti dal governo garantirebbero la progettazione definitiva e la esecuzione del primo tratto della linea.
L’approvazione del Contratto di programma tra Stato e gruppo FS è dunque il passaggio necessario per la realizzazione della più grande opera pubblica prevista per le regioni del Mezzogiorno.
L’opera costituisce senza dubbio il tassello centrale di una nuova strategia di sviluppo per il Mezzogiorno e le sue aree interne, una strategia basata sul trasporto ferroviario che rappresenta il futuro di uno sviluppo duraturo e sostenibile, il quale ha anche l’obiettivo di ridurre il gap infrastrutturale che non consente il decollo competitivo del Sud del Paese.
Un progetto che, una volta a regime, non solo dimezzerà le distanze abbattendo drasticamente i tempi di percorrenza, ma consentirà di congiungere la direttrice Napoli-Bari, assicurata dall’alta capacità ferroviaria, con l’alta velocità Napoli-Roma- Milano-Torino e quindi la direttrice est-ovest con la dorsale tirrenica nord-sud nonché le tre grandi aree metropolitane del centro sud, Napoli, Bari, Roma e il sistema dei porti pugliesi e campani, realizzando quanto concordato nei programmi delle Regioni Campania e Puglia e negli accordi tra queste ed il governo nazionale.
L’opera consentirà infine di prolungare il tracciato del Corridoio europeo n. 8 Bari-Varna fino a Napoli, connettendolo con il Corridoi n.1 Berlino-Napoli-Palermo. Così il Mezzogiorno d’Italia, connesso con tutto il suo sistema di trasporti (strade, ferrovie, porti) e della catena logistica, diventa la chiusura naturale delle grandi reti transeuropee che interessano l’Italia.
On. Costantino Boffa
On. Dario Ginefra
On. Mario Landolfi
On. Nunzia De Girolamo
On. Francesco Boccia
On. Ludovico Vico
On. Michele Bordo
On. Margherita Mastromauro
ed altri
0 Commenti fino ad ora
Aggiungi il tuo commento