Dichiarazione On. Ginefra (PD) a seguito della visita effettuata questa mattina al C.I.E. e al C.A.R.A. di Bari nel corso della giornata di ispezioni volute e organizzate in tutta Italia dalla delegazione parlamentare radicale nel Pd: “nella mattinata di domani provvederò ad inviare una nota al Prefetto di Bari con la quale gli chiederò un impegno formale ad affrontare e risolvere i problemi di natura infrastrutturale che aggravano la permanenza degli “ospiti” del C.I.E. di Bari. Nella mia ultima visita presso il Centro barese, svolta lo scorso 24 settembre, riscontrai una situazione di intollerabile abbandono delle struttura con particolar riferimento agli ambienti igienico-sanitari. Tali circostanze sono oggetto di una interrogazione parlamentare al Ministro Maroni che non ha ancora ricevuto alcuna risposta. A distanza di due mesi nulla è stato fatto e la situazione in cui versano i 193 ospiti del C.I.E. di Bari appare peggiorata e indegna di un paese civile.

Occorrerà verificare, inoltre, cosa preveda il contratto di manutenzione della struttura e a chi debbano essere imputate tali inadempienze. Per quanto concerne la velocizzazione delle procedure di identificazione chiederò al Ministro dell’Interno di conoscere se sono in atto intese finalizzate a migliorare le relazioni bilaterali con le delegazioni straniere, con particolar riferimento a quelle presso i consolati del Marocco e della Tunisia. Da ultimo una riflessione che è frutto non solo di un riscontro personale ma delle tante testimonianze raccolte, a partire da quella della psicologa che opera presso la struttura: il passaggio dai tre ai sei mesi, quale tempo massimo di permanenza nella struttura voluto dalla maggioranza di centrodestra, mina la condizione psicofisica dei fermati. Questi ultimi privati della libertà per sei mesi appaiono sempre più disperati e disposti a commettere atti di autolesionismo. Occorre monitorare le ripercussioni di tale decisione tanto propagandistica quanto lesiva della dignità umana, una vera e propria sospensione delle garanzie costituzionali, per favorire una repentina e opportuna marcia indietro del Parlamento”.

Se vuoi consultare l’interrogazione rivolta al Ministro Maroni clicca su: http://www.darioginefra.it/?p=472