INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA

Al Ministro dell’Interno, al Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Guido Bertolaso.

Premesso che:

Lo scorso 11 Marzo una frana ha interrotto la linea ferroviaria nei pressi di Montaguto, in provincia di Avellino, determinando l’isolamento della Puglia nei collegamenti con la Capitale, in un contesto che presenta persistenti limiti infrastrutturali sulla linea adriatica, con particolare riferimento al binario unico nel tratto tra Chieuti e Termoli;

nel 2005 sono cominciati i primi movimenti della montagna ad est di Montaguto, sulla sponda irpina, e viene interessata la strada statale 90 delle Puglie; nel Maggio 2006 il governo Berlusconi dichiara la prima emergenza con la nomina a commissario di Bassolino, presidente della regione Campania;

nel Giugno 2009 la frana si sveglia e vengono decisi i primi lavori di «somma urgenza» affidati all’Idroeco, un’impresa di Casapesenna, nel Casertano, che fa capo alla famiglia Piccolo; a decidere l’affidamento diretto dei lavori, cioè senza gara d’appalto, è Bruno Orrico, ingegnere e sub commissario nominato da Bassolino;

da Giugno a Ottobre 2009 vengono fatti lavori per movimentazione terra e regimazione delle acque per un costo complessivo, secondo la relazione presentata, di 4,5 milioni. «Ad oggi – si legge nel documento del commissario all’emergenza frane in Campania – risulta formalizzato il contratto di appalto mentre nessuna somma è stata liquidata»;

l’ingegner Orrico, sarebbe coinvolto nell’inchiesta che riguarda il sottosegretario del Pdl, Nicola Cosentino per presunti legami con la camorra;

nel Gennaio 2006 la frana era a 300 metri dalla strada, ad Aprile il fango era già arrivato in prossimità delle corsie, tra il Km 42,8 e 43,4; la prima relazione tecnica è del 2007, la firma Francesco Maria Guadagno, un geologo stimato negli ambienti scientifici. «Attenti – dice – la frana è destinata ad arrivare alla ferrovia e al Cervaro. Dovete agire con rapidità, occorrono interventi drenanti nella parte alta della frana»: appello inascoltato.

il 5 agosto 2009, dopo oltre tre anni dalle prime avvisaglie del problema, è finalmente pronto il progetto esecutivo realizzato da Leonardo Cascini, docente a Salerno, alla struttura commissariale Orrico ha nel frattempo sostituito Palmieri. È Orrico quindi a predisporre gli atti della gara per impegnare i 2,6 milioni: il progetto prevede opere idrauliche di regimazione delle acque di ruscellamento superficiali e di controllo dell’invaso alla sommità del sistema franoso, la risagomatura del tratto terminale del corpo frana e la rimozione del fango del piede frana.

il procedimento di gara è tormentato: alla fine la spunta un’associazione temporanea d’imprese, che fa capo alla famiglia Pancione Egidio, la Botta Eurocostruzioni di San Martino Valle Caudina, in provincia di Benevento, anche se il contratto non è stato sottoscritto e che non ci sono stati pagamenti; la relazione presentata allora, comunque, parla di «gestione efficace» fino al 21 gennaio 2010, giorno in cui si registra un crollo nella parete orientale del vallone Fiego, nel quale la frana si è sviluppata, con la demolizione delle opere idrauliche e dei pozzetti;

la frana, da questa data, accelera il suo percorso fino ad arrivare rapidamente alla ferrovia, si lavora quindi in una sorta di regime provvisorio e con una contabilità aperta. De Biase sostiene che è suo dovere «farsi carico della continuità amministrativa», anche quindi della gestione Orrico, e che però vuole vederci chiaro prima di decidere la spesa;

nel tempo, quindi, si è venuta a formare una stratificazione di gestioni e di fasi operative che non sarà facile sbrogliare e razionalizzare: adesso parte un’altra gestione, quella di Guido Bertolaso che ha voluto con sé il Genio militare e per il momento si sta lavorando a un nuovo progetto esecutivo, poi si dovrà decidere la modalità di assegnazione dei lavori;

da quasi due mesi l’Italia è spaccata in due: la frana, dopo aver occupato la statale ha invaso anche i binari della ferrovia impedendo così il passaggio dei treni e chi da Bari o da Lecce deve raggiungere Roma, è costretto a scendere dal treno, salire su autobus sostitutivi, poi rimettersi in treno e perdere così due ore in più rispetto al tragitto originale;

i disagi colpiscono ogni giorno decine di migliaia di passeggeri, ma soltanto da pochi giorni e a più di un mese dalla chiusura del tratto ferroviario determinatosi dall’avanzamento della frana, il Governo ha dichiarato lo stato di crisi e, come già indicato, il capo della protezione civile Guido Bertolaso ha deciso di occuparsi direttamente della situazione assicurando che nel giro di un mese e mezzo al massimo la situazione tornerà com’era, nonostante i tecnici sul campo siano convinti che prima dell’estate non sarà possibile fare nulla;

attualmente, però, ciò che maggiormente comincia a rendere la situazione ancora più critica, è il sospetto che qualcuno abbia avuto interesse a lasciare la frana così com’era: la magistratura competente avrebbe avviato un’inchiesta sui diversi appalti che sono stati concessi nel tempo e sui lavori mai portati a termine, ipotizzando che qualcuno sia riuscito ad intascare denaro e a lucrare sul grande business dell’emergenza.

Per sapere:

Se il Ministro non intenda svolgere, fatta salva l’iniziativa della magistratura competente, un’attenta indagine amministrativa atta ad accertare eventuali irregolarità nell’esecuzione dei lavori fino ad oggi svolti e a rimuovere, così, ogni ombra sui futuri interventi da realizzarsi.

On. Dario Ginefra