Al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e al Ministro dell’Interno.

Premesso che:

Lo scorso 24 Aprile, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha partecipato alle celebrazioni del sessantacinquesimo anniversario della Liberazione, tenutesi al Teatro alla Scala di Milano; insieme a lui il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il Presidente della regione Roberto Formigoni, il Presidente della Provincia Guido Podestà, il Sindaco di Milano Letizia Moratti, e il Presidente dell’Anpi milanese Carlo Smuraglia;


un gruppo di dipendenti del Teatro si è riunito in Piazza della Scala per esprimere il proprio dissenso al decreto legge “Riforma degli assetti fondamentali del settore dello spettacolo in particolare lirico-sinfonico”, licenziato dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 16 Aprile ultimo scorso, e chiedere al Presidente Napolitano di non firmarlo;

i manifestanti, che stavano rappresentando in maniera civile le proprie ragioni, avevano intenzione di formulare le proprie istanze direttamente al Presidente, ribadendogli la suddetta richiesta;

per motivi di sicurezza, la piazza antistante il Teatro, era stata evacuata, transennata e presidiata da un nutrito contingente di agenti appartenenti a diversi reparti (carabinieri, poliziotti, vigili urbani);

il gruppo dei manifestanti, è stato avvicinato da alcuni agenti in borghese che avrebbero impedito loro di esporre uno striscione, tentando a detta degli stessi anche di sequestrarlo con la forza;

a quanto raccontato dai manifestanti, dopo vari strattonamenti e spintoni da parte dei sopra citati agenti, è stato finalmente concesso loro di esporre lo striscione all’ingresso della galleria Vittorio Emanuele, ben distante, però, dal Teatro;

successivamente, i dipendenti che manifestavano, riposto lo striscione, si sono recati all’ingresso riservato agli artisti, quello che abitualmente utilizzano per recarsi a lavoro; tale accesso è stato loro inizialmente negato, nonostante le maestranze fossero provviste di regolare tesserino identificativo;

stante al resoconto fornito dai manifestanti, le forze dell’ordine in tenuta antisommossa, si sarebbero schierate per impedire loro il transito sotto il colonnato;

tra le maestranze erano presenti artisti del coro, orchestrali, tecnici, personale di sala, sarte e altri, i quali avrebbero assistito all’immotivato pestaggio di un tecnico, colpito alla tempia da parte di uno degli agenti delle forze dell’ordine;

mentre cercavano di fermare l’agente responsabile a loro dire del pestaggio, sarebbe scaturita una nuova colluttazione a seguito della quale anche un altro manifestante sarebbe rimasto ferito;

la Lirica è una delle forme d’arte di maggiore prestigio, rappresentativa della nostra identità nazionale e che, sin dalla sua diffusione, ha sempre avuto il compito di diffondere l’arte musicale, la formazione professionale dei quadri artistici e l’educazione musicale della collettività; le fondazioni lirico-sinfoniche non hanno scopo di lucro e, per il perseguimento dei propri fini, provvedono direttamente alla gestione dei teatri loro affidati, conservandone il patrimonio storico-culturale e realizzano, anche in sedi diverse, nel territorio nazionale o all’estero, spettacoli lirici, di balletto e concerti.

Per sapere:

Se il Ministro Maroni non intenda verificare l’esatta dinamica dei fatti, in merito agli spiacevoli accadimenti di cui sopra;

Se il Ministro Bondi, alla luce delle innumerevoli proteste che in questi ultimi giorni stanno avvenendo in molte città sedi delle fondazioni lirico-sinfoniche, non ritenga utile riconvocare gli enti coinvolti attraverso le rappresentanze artistiche e sindacali al fine di una più attenta disamina delle criticità da questi evidenziate, anche al fine di prevenire l’annunciato blocco delle stagioni in corso.

On. Dario Ginefra